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    I micro-momenti

Lunedì, 19 Novembre 2018

I micro-momenti

Oggi, la giornata di un individuo ha un ritmo diverso, scandito dalla continua consultazione dello smartphone.

Kleinr Beyers ha effettuato una ricerca, nella quale - già nel 2013 - evidenziava che mediamente un individuo consultava il suo telefonino circa 150 volte al giorno e andava in ansia se non riusciva ad accedervi.

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In questa prospettiva, possiamo classificare i continui accessi allo smartphone in due principali categorie.

Da un lato vi sono le innumerevoli occasioni, durante la giornata, in cui un individuo usa il telefono per mandare un messaggio su whatsapp, scrivere una mail e/o consultare l’ora: azioni dettate da una precisa utilità e rispetto alle quali ogni altro stimolo ricevuto rappresenta un elemento di disturbo da evitare.

Dall’altro vi sono i cosiddetti “micro-momenti”: situazioni in cui l’individuo intende informarsi, scoprire le novità riguardo ad un acquisto da effettuare o vivere un’ esperienza di intrattenimento.

Da qui si evince che, anche a causa di un’offerta di contenuti non sempre all’altezza, la consultazione dei social network (soprattutto Facebook) rappresenta l’opzione migliore, al punto tale da far considerare questi stessi contenuti un vero e proprio “genere”.

I micro-momenti vissuti da un individuo sono fondamentalmente 4:

  • Il momento del “Io voglio fare”: gli individui che si pongono obiettivi di lungo periodo (ad esempio acquistare una tv o un’automobile) consultano sempre più frequentemente device digitali e, a tale scopo, preferiscono i contenuti con valenza esplicativa.

  • Il momento del “Io voglio andare”: l’individuo prova ad orientarsi rispetto ad un luogo fisico nel quale intende recarsi e, in queste situazioni, la marca deve essere in grado di fornire dati e-o informazioni geolocalizzate che riguardano la disponibilità di un certo prodotto.
    Ne risulta, quindi, che il marketing di prossimità rappresenta una leva importante.

  • Il momento del “Io voglio fare”: si riferisce a tutte quelle situazioni in cui cerchiamo aiuto per qualcosa (installare un modem, ad esempio). In queste occasioni il fatto di ricevere una risposta immediata e chiara fa la differenza e, ad esempio, la disponibilità di video informativi è l’ideale, dal momento che si possono aprire prospettive di fidelizzazione dell’individuo (che vede la marca/impresa come un soggetto “problem solver”).

  • Il momento del “Io voglio comprare”: l’individuo esprime la volontà di acquistare subito un prodotto. Proprio per questo, l’impresa deve essere in grado di creare un progetto di interazioni che permetta - con semplicità e immediatezza - l’acquisto nell’esatto momento in cui si manifesta l’esigenza. Carpe diem!

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Nel complesso, questo scenario identifica un processo decisionale iper-frammentato in decine di micro-momenti decisionali che riescono ad influenzare la decisione finale di acquisto di un prodotto, servizio e-o contenuto.

All’impresa, dunque, spetta l’arduo compito di cercare di integrare questi numerosi punti di contatto nella prospettiva di massimizzare la propria funzione-obiettivo.

Scritto da

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